Messaggero

Questo mio breve intervento è una testimonianza, anche se non diretta, su una meravigliosa figura di donna cristiana il cui modello è attuale anche per i nostri giorni: la beata Eurosia Fabris in Barban (1866-1932), dai più conosciuta come «Mamma Rosa », i cui resti mortali sono ora conservati nella chiesa parrocchiale di Marola, in provincia di Vicenza.
Si tratta della mia bisnonna materna, la nonna di mia mamma Giovanna Barban, colei che mi ha dato alla luce.
Sono consapevole che è assai raro poter scrivere, per quanto indegnamente, su un proprio antenato che, secondo la Chiesa, gode già della beatifica gloria di Dio mentre i parenti sono ancora in vita.
Per questo narrerò qui dei dettagli inediti, che nemmeno la settima edizione della sua biografia – peraltro ormai esaurita – riporta.
